Crisi in Qatar: La prima crisi internazionale causata da fake news

La grave crisi internazionale che vede coinvolti da un lato l´emirato Qatar e dall’altro lato una coalizione guidata dall´Arabia Saudita e composta da Emirati Arabi, Bahrain ed Egitto, è la prima scatenata da un attacco informatico che aveva come obbiettivo la diffusione di informazione false o fake news.

La vicenda dimostra come nell’era digitale la disinformazione sia diventata un’arma ancora piú potente rispetto al passato, non essendo mai stato cosí semplice produrre e soprattutto diffondere notizie e propaganda attraverso la rete ed i social media e creare in tal modo dei pretesti per innescare un conflitto di scala internazionale.

Le ragioni della crisi

La crisi in Qatar nasce per scopi geopolitici e culturali-religiosi che mettono in contraposizione il ricco emirato qatariota e la monarchia saudita. Entrambe le potenze arabe seguono lo stesso obbiettivo: assumere il ruolo di leader del mondo sunnita a suon di alleanze con stati e forze politiche nemiche l´una dell´altra potenza. L´attuale crisi nella penisonla araba ha avuto inizio con l’hackeraggio di alcuni siti qatarioti dove sono stati inseriti citazioni, poi rivelatesi false, da parte dell´emiro del Qatar al-Thani e rivolte contro l’Arabia Saudita. Su uno dei siti internet coinvolti, quello dell’agenzia di stampa di stato Qatar News Agency, era apparsa una citazione di al-Thani, il quale sosteneva la potenza stabilizzatrice dell´Iran nella regione. L’Iran, paese sciita e alleato del Qatar, rappresenta il nemico per eccellenza dell´Arabia Saudita sostenitrice della corrente sunnita-wahabita. La citazione dell´emiro qatariota, si diffuse da subito su numerosi media sauditi, tra cui Al Arabiya e Sky News Arabia, fu subito smentita da parte dell’establishment qatariota. Nel frattempo la frazione suadita aveva giá risposto alla fake news, tra l´altro bloccando lo spazio aereo saudita per raggiungere il Qatar ed avanzando und una lista di ben tredici richieste a cui l´emirato doveva sottoporsi, come ad esempio chiudere il canale televisivo Al Jazeera.

Gli attacchi informatici e le fake news come strumenti di guerra

La crisi in Qatar dimostra ancora una volta come gli attacchi cibernetici e le fake news fanno ormai parte dell´arsenale bellico e di propaganda di stati sovrani e di forze politiche. L´ultimo capitolo nel dualismo saudito-qatariota rappresenta comunque una novitá nella storia delle relazioni internazionali. Per la prima volta una crisi internazionale nasce infatti e ha avuto come causa primaria (o come pretesto), un attacco informatico.

Giá da alcuni anni gli attacchi informatici vengono utilizzati da alcuni stati per campagne di disinformazione e destabilizzazione. Basti pensare ad esempio ai pesanti attacchi subiti dall´Estonia nel 2007, dalla Georgia nel 2008, al virus Stuxnet infiltrato nelle centrali nucleari iraniane o ai piú recenti attacchi che hanno messo in ginocchio centrali elettriche ucraine in pieno inverno dopo l´inizio della guerra in Crimea. Queste armi cibernetiche sono destinate a giocare un ruolo sempre piú fondamentale nei conflitti internazionali per via di alcune loro peculiaretá che le distinguono da armi convenzionali. Attraverso il loro uso, gli scenari di guerra stanno mutando velocemente. I cambiamenti principali riguardano il fattore temporale, quello geopolitico e quello culturale-propagandistico.

La trasformazione degli scenari di guerra

A differenza dagli attacchi con armi convenzionali, gli attachi informatici non hanno dei limiti temporali e di spazio. Mentre l´attacco convenzionale avviene in un preciso istante e dura per un periodo determinato (come ad esempio nel caso un attacco aereo), l´attacco informatico puó avvenire ininterrottamente ventiquattro ore su ventiquattro. L´attacco informatico non richiede munizioni o approvvigionamenti e puó dunque durare per uno spazio di tempo limitato solo dal volere del suo autore o dalla capacitá da parte di chi lo subisce di riuscire a fermarlo.

Un´altra differenza é rappresentata dal fattore geopolitico. La pianificazione e l´esecuzione di un azione militare con armi convenzionali deve prendere in considerazione i fattori geografici e climatici della regione nella quale avviene, ad esempio la distanza di un bersaglio, la gittata delle proprie armi, il costo del carburante per poter arrivare nella zona fi guerra, la presenza di condizioni climatiche favorevoli o proibitive (come piogge, venti, temperature alte o particolarmente basse) o la presenza di particolaritá topografiche (ad esempio di montagne, paludi, deserti o presenza di basi militari sul territrorio). Tutto ció non vale per gli attacchi informatici, che possono avvenire in qualsiasi condizione climatica, in tutte le stagioni dell´anno, a qualsiasi ora del giorno ed in qualsiasi luogo raggiungibile attraverso la rete o attraverso un dispositivo elettronico.

La terza differenza sostanziale sta nel ruolo culturale e propagandistico. Gli attacchi informatici sono destinati a diffondere informazioni false a fare leva sui sentimenti emotivi dei cittadini dello stato che subisce l ´attacco. La diffusione di notizie false, ha come obbiettivo la disinformazione e la manipolazione dei cittadini favorendo gli scopi di chi le crea. Il ruolo della propaganda é da sempre presente nella storia dei conflitti sin dai tempi dell´antichitá. Ma mai come oggi risulta facile produrre e mettere in circolazione notizie false sfruttando l´immediatezza e la velocitá di diffusione che la rete, priva di filtri e di organismi di controllo, concede. Ne é un esempio la crisi in Qatar, nata appunto da una fake news.

Le lezioni della crisi in Qatar

La crisi in Qatar mette in evidenza il ruolo sempre piú importante degli attacchi informatici e delle fake news all´interno di scenari di crisi e puó essere vista come un monito per altri stati sovrani. Questi sono chiamati a migliorare le proprie difese cibernetiche, quello dei loro governi, delle loro infrastrutture critiche e, cosí facendo, dei loro cittadini. Inoltre sono chiamati a  sviluppare capacitá di incident response e di comunicazione con la comunitá internazionale. Quest´ultima é chiamata a regolamentare ed includere nelle leggi internazionali, norme e regole per far fronte agli attacchi informatici.

Attualmente gli stati con il piú alto rischio di subire prossimamente degli attacchi informatici e la diffusione di fake news, sono quelli in cui sono a breve previste elezioni politiche. Il settimanale tedesco “Der Spiegel” ha giá segnalato i rischi derivanti da fake news in prossimitá delle elezioni in Germania a fine settembre. Anche l´Italia é chiamata a prendere in considerazione questo rischio in vista delle elezioni politiche del 2018.

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