Lo scandalo che ha coinvolto Facebook e l’azienda di consulenza Cambridge Analyitica dimostra quanto I nostri dati sui social media possano essere usati per cause a noi estranee.

Utilizzando i dati di millioni di utenti Facebook e analizzandoli tramite correlazioni, Cambridge Analytica, come altre aziende, è riuscita a creare dei gruppi di persone interessate alle cause dei loro clienti.

Come funziona il profiling sui social media?

Come tutti i social media gratuiti, Facebook crea guadagni grazie alle pubblicitá che mostra ai suoi utenti. Queste pubblicitá saranno quanto piú preziose, se mostrate a delle persone che potrebbero essere altamente interessato ai prodottipubblicizati. Per poter dare dei servizi migliori ai suoi clienti, ossia le aziende che comprano gli spazi pubblicitari, i social seguono ogni passo dei loro utenti. In questo modo possono trarre delle informazioni preziose sui loro interessi e vendere spazi pubblicitari di maggiore qualitá. Analizzando like, share, hashtag, video visualizzati, link aperti, foto postate, appartenenza a gruppi o uso di parole polarizzanti, il social è in grado di creare un profilo estremamente preciso di ogni singolo utenti.

Inoltre, un social come Facebook puó correlare questi dati con quelli raccolti su altre piattaforme che fanno parte del suo stesso gruppo come Instagram e WhattsApp nel caso di Facebook o Youtube per quanto riguarda Google. Utilizzando algoritmi, Big Data ed intelligenza artificiale, queste attivitá di profiling riescono a tracciare dei profili psicologici estremamente precisi.

Il profiling di Cambridge Analytica è particolarmente evoluto. Tramite pochi like è in grado di riconoscere delle correlazioni tra le nostre azioni sui social media e le nostre preferenze di consumo a appunto quelle politiche. Si possono cosí creare dei cluster di persone interessate a determinati temi e creare campagne specificamente targetizzate su di loro.

Fin qui non c’è nessuno scandalo, dato che questo è il modo in cui i social media, ma Google Adwords o Bing, monetizzano i loro servizi.

Lo scandalo sta nel fatto che Cambridge Analytica otteneva i dati tramite una app terza che li raccoglieva senza il consenso degli utenti. Tramite questi profili Cambridge Analytica creare campagne per i propri clienti, tra i quali spiccavano nomi legati alla presidenza Trump. Ma anche fin qui nulla di nuovo, se consideriamo che giá nella campagna elettorale USA del 2008 lo staff del poi eletto presidente Obama utilizzava sistemi simili, anche se decisamente meno evoluti. Solo le investigazioni di Robert Mueller mostreranno quale sia il legame tra lo staff di Trump ed i finanziamenti di parte terze che ne favorirono l’elezione.

È possibile sfuggire alla profilizzazione?

Chiunque utilizzi internet, i social media o uno smartphone subisce la raccolta di dati e la sua profilizzazione. Questo avviene in maniera anonima e, almeno nella maggior parte dei casi, tramite il nostro consenso. Nessuno di noi è costretto ad utilzzare i servizi dei giganti del web, che in lunghi paragrafi ci avvertono dell’uso che faranno dei nostri dati e che puntualmente sorvoliamo senza averli letti. I fatti di Cambridge Analytica evidenziano, quanto questo giganti siano ormai diventati potenti e in grado di influenzare l’opinione pubblica. Stará poi al singolo utente utilizzare i loro servizi in maniera consapevole e responsabile.

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