A pochi giorni dalle elezioni tedesche sorge la domanda, se attraverso attacchi informatici e la diffusione di fake news è possibile influenzare il risultato di un voto elettorale.

Le elezioni in Germania avranno un risultato scontato, la cancelliera Merkel rimarrá saldamente nella sua attuale posizione. Ma basti pensare alle elezioni americane del 2016, con il loro “Russiagate” e gli attacchi informatici subiti dal Democratic National Congress per rimettere in auge la questione.

Da sempre azioni di manipolazione, sabotaggio e propaganda fanno parte della storia delle campagne elettorali , ma mai come oggi, grazie alla rete, risulta facile produrre e diffondere contenuti che possono influenzare l’esito del voto popolare. Attacchi informatici e fake news vengono utilizzati da governi, servizi segreti ed organizzazioni politiche per influenzare l’esito di elezioni politiche e destabilizzare stati, partiti o singoli avversari politici.

I rischi sono ulteriormente ampliati dai numerosi punti d’intrusione che possono essere sfruttati per sferrare attacchi informatici. Questi possono essere gli account delle email dei singoli politici, i loro canali sui social media, i loro siti internet personali o i sistemi informatici degli organi politici.

Gli scopi degli introsuri sono molteplici e possono variare dall´entrare in possesso di informazioni sensibili su avversari politici, strategie elettorali, collegamenti con aziende e lobbyisti o di informazioni sulla loro vita privata, per diffondere informazioni errate sui loro siti ed account sui social media ed accedere ai siti o alle piattaforme online dei partiti ed ai  sistemi informatici governativi. Uno dei rischi maggiori è rappresentato dalla manipolazione di sistemi informatici, necessari a svolgere le elezioni in maniera corretta, come software per il contaggio dei voti o sistemi di voto elettronico, come quelli utilizzati nelle elezioni negli Stati Uniti.

Il rischio di questi attacchi informatici non puó essere sottovalutato e non rappresenta solo una minaccia teorica. Ne è un esempio concreto la storia di Andrès Sepulveda, l’hacker che aiutó numerosi partiti a vincere elezioni in numerosi paesi dell’America Latina e che ora sconta uno pena di dieci anni di prigione in Colombia. In un´intervista dal carcere di Bogotá, dove serve una pena di dieci anni per aver commesso attacchi informatici con l’ intento di manipolare le elezioni presidenziali colombiane del 2014, Sepulveda spiega cosí la sua mansione: My job was to do actions of dirty war and psychological operations, black propaganda, rumors -the whole dark side of politics that nobody knows exists but everyone can see.

Il tema della possibile manipolazione delle elezioni è sentito anche in Europa, particolarmente  in Germania, anche per via dell’attacco informatico subito da membri del Bundestag tedesco nell’estate del 2015 tramite email di phishing. Come descrive il settimanale Der Spiegel, la maggiore minaccia per la Germania non viene peró rappresentata dagli attacchi informatici, ma dalla possibile destabilizzazione del panorama politico dovuta al diffondersi di notizie false o fake news. Lo scopo di queste fake news è di diffondere insicurezza e perdita di fiducia nelle istituzioni da parte della popolazione e dei media ostili a chi lancia le campagne di disinformazione. Un esempio di questo tipo di fake news è rappresentato dal “caso Lisa”. Sui social media e su numerosi organi di stampa tedeschi si diffuse la storia di giovane donna russa violentata in Germania. Media russi accusarono la polizia tedesca di non incompetenza nel risolvere il caso e di non essere in grado di trovare i colpevoli del delitto. La polizia in effetti non sarebbe mai stata in grado di fare chiarezza sul caso, perché semplicemente, come poi fu mostrato, questo non era mai accaduto. Si trattó di una campagna propagandistica creata ad hoc da media russi al culmine della critica tedesca nei confronti della Russia riguardo alla guerra in Crimea.

Il “caso Lisa” e l’attacco subito dai sistemi informatici del parlamento hanno fortemente sensibilizzato le istituzioni e la popolazione tedesca. Nell’arco degli ultimi anni, le istituzioni tedesche hanno svolto insieme ai partiti politici test di penetrazione e rafforzato i loro sistemi in vista delle elezioni in modo da essere preparati ad un possibile attacco informatico o all’effetto di una fake news virale.

È proprio l’aspetto della viralitá, ossia della veloce diffusione di tali notizie, a rappresentare una novitá. Grazie alla rete, non è mai stato facile come oggi produrre e distribuire contenuti, ad esempio attraverso i social media. Inoltre, la diffusione di fake news puó essere velocizzata tramite contenuti a pagamento, come le pubblicitá su Fabcebook. Una volta entrati in circolazione, tali contenuti creano l’effetto virale: quanta piú gente li vede, ne apre i link o li condivide sulle proprie bacheche, tanto piú l’algoritmo di Facebook suggerirá agli utenti dei contenuti simili. Non è un caso che dei media filorussi abbiano speso piú di 100.000 dollari in pubblicitá su Facebook in procinto delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti.

Dopo quelle tedesche, le elezioni piú importanti a livello europeo, saranno quelle italiane. Nel 2018 si svolgeranno delle elezioni politiche dall’ esito incerto. Un centrosinistra indebolito incontra un centrodestra rafforzato alle ultime comunali ed il M5S che mira al governo.

Ma le nostre istituzioni ed i nostri partiti sono preparati a rispondere ad un attacco informatico realizzato con cura da professionisti del mestriere? Proprio sui partiti sorgono dei dubbi, soprattutto se il partito che si proclama essere maggiormente digital first, il M5S, ha subito piú volte attacchi alla propria piattaforma digitale Rousseau.

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